svegliarsi nudi per un caffè

Diario di un naturista

stare nudo è solo un esercizio di libertà individuale

Sin da ragazzo la nudità dell'intero mio corpo mi ha dato quella rara sensazione che altrimenti avrei cercato inutilmente. Una sensazione di estrapolazione da una realtà costipata e già decisa da altri.

Inizio l'anno con un bel tuffo nudo nel mio mare di sempre. L'acqua inevitabilmente è ghiacciata e mi permette solo un'immersione e una breve nuotata, poi l'uscita verso la batigia deserta. Niente asciugamano, solo i raggi deboli di un pallido sole per fa rientrare nella normalità il mio corpo; l'unico muscolo ad averne risentito è il mio pene, accartocciato, rientrato, di colore scuro, in una misura vergognosa. E' solo questo il punto negativo di fare nudismo. Naturismo o nudismo, c'è chi si batte ancora per far emergere quella sottile differenza. Ma a me stare nudo è solo un esercizio di libertà individuale. Sono libero! Stare nudo in questa spiaggia mi fa sentire libero. Al polso destro solo il mio citizen a prova di acqua che si ricarica al sole, proprio come me.

In inverno ci vuole coraggio ad immergersi nel mare. Dopo un tuffo, però, l'unico muscolo ad averne risentito è il mio pene, accartocciato, rientrato, di colore scuro, in una misura vergognosa...

Quello che io definisco il "microclima" ovvero le condizione meteo di una particolare piccola zona come quella della lunga spiaggia con dune che riparano i venti invernali del nord e i granelli dorati generano calore, mi permette di fare il bagno tutto l'anno. Scelgo il posto dove godere dell'avaro calore invernale e il timido sole di primavera ad occhio quando la vista con o senza costume diventa un'opzione superficiale. Sembrano cozze nere le sagome delle persone che sostano o passeggiano sulla spiaggia, imbottiti come sono di piumini e giubbotti con cappucci nonostante quel microclima benefico sulla pelle.

Sin da ragazzo la nudità dell'intero mio corpo mi ha dato quella rara sensazione che altrimenti avrei cercato inutilmente

Una sensazione di estrapolazione da una realtà costipata e già decisa da altri. A mezzogiorno, dove altrove il cattivo tempo è la discussione del giorno, io posizionato come l'ago della bussola da nord verso sud, guardo l'orizzonte piatto del mare, lasciandomi che il sole cancelli la sensazione di freddo accumulata. Il nudismo che pratico dal periodo che va da novembre a febbraio di ogni anno quello meno scontato è quello che mi da più soddisfazioni. Vedere poi una rondine che fa primavera... cambia tutto. So che sta finendo quella privacy. Mi sono sempre chiesto cosa fare se vedevo un'altra persona praticare nudismo. Il minimo che potevo fare, pensavo tra me, è starmene per i fatti miei e rispettare la sua privacy. Individuo subito chi prova a praticare nudismo e a celare tale abitudine rimettendosi il costume alla lontana vista di altre presenze. Un certo imbarazzo c'è sempre e poi non sai chi avrai davanti se persisti nella tua sfrontatezza. Non bisogna dimenticare che la nudità non è tollerata ed è sanzionabile con una multa. Quindi penso che metterli a loro agio è una cortesia che mi piace fare.

Lei scende con un ombrellone verde pistacchio visibile da lontano, gia integralmente abbronzata, già abituata a non indossare il costume quando è possibile...

A fine aprile una spendida giornata di sole nel mia solita passeggiata alla ricerca del posto riservato, vedo una rondine che finalmente fa primavera. Non è più inverno, penso, perchè adesso qualcuno che vuole provare a fare nudismo si vede. Lei scende con un ombrellone verde pistacchio visibile da lontano, gia integralmente abbronzata, che si posiziona di modo da godere del sole siciliano. La sua privacy è protetta dai suoi due cani, a volte quando è sicura di non essere vista ci gioca correndo su e giù a seno nudo, in modo naturale, ma sono pochi secondi poi ritorna nel suo ambiente protetta dalle dune, ombrellone e rami secchi. Mi da un senso di tristezza per quella voglia di libertà corporale frustrata poichè non sai se qualcuno ti vede come può reaggire. Anche se sono piazzato lontano la mia nudità disinvolta gli da sostegno che anche li, una spiaggia comune, in certe condizioni nudi ci si può stare. La mia presenza ha intimidito degli squallidi individui a spiarla. Anche per lei, mettersi nuda è un esercizio di libertà del proprio essere ma anche di sfida: mi faccio il bagno nuda e mi puoi solo vedere da lontano. Se ti avvicini farò sempre in tempo a raggiungere il costume che ho adagiato nel mio posto guardato dai miei cani.

Il mio esercizio di libertà è diverso dal suo, non devo dimostrare nulla.
E' capitato anche di dover stare in acqua nudo più del dovuto per attendere l'allontanamento degli amanti delle passeggiate o corsette da spiaggia. Questa spiaggia larga non lascia scampo d'estate, non si può stare nudi, troppa gente da ogni parte e poi c'è un via vai continuo. Solo l'aurora mi permette di fare nudismo in spiaggia. Il debole chiarore rosato scuro delle cinque del mattino mi consente di tonificare il mio corpo con un bel tuffo in acqua fredda, libero. La quiete è disturbata poco dopo dai soliti raccoglitori di telline ma non la mia voglia rigenerativa di una nuotata interamente nudo. Finirà, si finirà, agosto è alle porte e la gente continua ad arrivare. Sono consapevole che è meglio attendere qualche settimana quando settembre riporta la normalità questo tratto di spiaggia. Per fortuna in questo luogo c'è l'abitudine che il 30 agosto vanno tutti a casa.


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Il nudismo proibito è più benefico


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Peter K